ENERGIE RINNOVABILI

Sono da considerarsi energie rinnovabili quelle forme di energia generate da fonti il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future o che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano o non sono "esauribili" nella scala dei tempi "umani".
Mentre da un punto prettamente scientifico tale definizione non ha particolare senso, in quanto in base ai postulati necessari per definire il primo principio della termodinamica, per cui nulla si crea o si distrugge, tutte le forme di energia sono rinnovabili, da un punto di vista sociale, e quindi politico, crea la distinzione in uso oggi fra fonti di energia considerate rinnovabili (sole, vento, ecc...), il cui utilizzo attuale non ne pregiudica la disponibilità nel futuro, e quelle non rinnovabili, fossili (petrolio, carbone, gas naturale), e nucleare (uranio, plutonio), le quali avendo lunghi periodi di formazione, di molto superiore a quelli di consumo attuale, sono limitate nel futuro.
Da questo punto di vista, l'inclusione o meno di una particolare fonte, come la termovalorizzazione, è dunque soggetta a molti fattori non necessariamente scientifici, creando di fatto situazioni di non uniformità di giudizio tra i diversi soggetti interessati (ONG, governi, amministrazioni locali).

Impatto ambientale

Sono fonti di energia che possono permettere uno sviluppo sostenibile all'uomo, senza che si danneggi la natura e per un tempo indeterminato. Alcune di questi tipi di energia (in particolare quella solare) possono essere microgenerate, ossia prodotte in piccoli impianti domestici che possono soddisfare il bisogno energetico di una singola abitazione o piccolo gruppo di abitazioni. Questo permette di risparmiare l'energia che si perde nella fase di Distribuzione di energia elettrica, per esempio sugli elettrodotti, sebbene comporti anche la necessità di ridefinire la struttura della rete elettrica nazionale.
Si deve comunque ricordare che è ancora oggetto di discussione il fatto che sia realmente possibile soddisfare tutto l'attuale fabbisogno energetico del pianeta solo con il potenziale energetico proveniente da fonte rinnovabile.

Solare collettivo

Il solare collettivo è un nuovo metodo di sviluppo delle fonti rinnovabili. Consiste nella creazione di piccoli impianti solari(da 20 Kwp) che non abbiano un unico proprietario, ma resi possibili grazie all'unione di piccole quote di ogni cittadino, che riceverà annualmente un interesse, che corrisponde al guadagno dovuto dal conto energia e dallo scambio sul posto. Generalmente il luogo dove sorgeranno questi impianti sono cooperative o aziende con sensibilità ai problemi energetici che cedono gratuitamente lo spazio necessario per gli impianti. Questo progetto nasce dalla consapevolezza che non tutti dispongono di un capitale iniziale per installare un impianto nella propria abitazione, mentre con il solare collettivo si parte da quote minime, generalmente 500 euro. In più si diminuisce progressivamente il monopolio dell'energia, creando tante piccole centrali diffuse sul territorio, avvicinandosi quindi allo scenario di sviluppo delle fonti rinnovabili, vere protagoniste energetiche dei prossimi anni.

fonte: Wikipedia

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Collettori

Colettore solare dotato di due attacchi bocchettonati conici alti, e di una strozzatura nella parte alta della tubazione. Leggi la pagina dei collettori.